Le recessioni gengivali (gengive che si “ritirano” lasciando esposta la radice) provocano sensibilità, problemi estetici, rischio di carie radicolare. La chirurgia mucogengivale ricopre le radici esposte con tecniche conservative: innesti di tessuto dal palato, lembi avanzati, membrane di ricomposizione.

Dente che sembra “più lungo”, radice esposta visibile. Recessioni Miller I, II, III secondo la classificazione internazionale.
Sensibilità al freddo, al dolce, allo spazzolamento dovuta all’esposizione delle radici. Le radici non hanno smalto e sono sensibili.
Recessioni nei denti anteriori che alterano l’armonia del sorriso. Le radici scure si vedono al sorriso largo.
Gengiva sottile (biotipo “thin”), frenuli alti che tirano la gengiva, malposizioni dentali. Indicazione preventiva.
Dopo movimenti ortodontici, talora la gengiva si “ritira”. La chirurgia mucogengivale recupera.
Le tecniche di chirurgia mucogengivale moderne sono tutte basate su tessuto autologo (dal tuo stesso palato): garanzia di compatibilità totale e nessun rischio di rigetto.
Innesto connettivale: prelievo di tessuto connettivale dal palato + posizionamento sotto la gengiva nella zona della recessione. Tecnica gold standard per recessioni significative.
Lembo avanzato coronalmente: la gengiva esistente viene “spostata verso l’alto” per ricoprire la radice. Indicato per recessioni piccole con tessuto adeguato.
Tecnica del tunnel: minimamente invasiva, no incisioni “verticali” visibili. Estetica ottimale.
L’integrazione del PRF (vedi rigenerazione ossea e PRF) accelera la guarigione.

Sondaggio + foto cliniche standardizzate. Identificazione causa della recessione (anatomica, ortodontica, traumatica, paro). Classificazione Miller.
Eliminazione cause prima dell’intervento (ad es. cambio tecnica spazzolamento, frenulectomia, terapia parodontale).
Anestesia locale, eventuale prelievo dal palato (se indicato), posizionamento dell’innesto, sutura sottile.
Guarigione 4-8 settimane. Controlli a 7-14 giorni per rimozione suture, poi 1 mese, 3 mesi, 6 mesi.
Intervento: 60-90 minuti. Post-operatorio: 5-7 giorni di leggero gonfiore, suture rimosse a 7-14 giorni. Guarigione completa: 4-8 settimane. Risultato definitivo (stabilità tissutale): 3-6 mesi. Successo (ricoprimento radicolare 80-100%): 85-95% nei casi correttamente selezionati.
📚 Spieghiamo apertamente i limiti: la trasparenza è la prima forma di tutela del paziente. Per le nostre garanzie e tutele leggi la pagina dedicata.
Il prelievo dal palato cicatrizza in 3-4 settimane senza lasciare segni visibili. Resta una piccola depressione che si riequilibra.
Spesso sì, con monitoraggio + miglioramento tecnica spazzolamento + eventuale frenulectomia. La chirurgia entra in gioco se la recessione progredisce o è già significativa.
Se persistono le cause originali (spazzolamento traumatico, parodontite non controllata, frenuli) sì. Per questo eliminiamo le cause prima della chirurgia.
Variabile per estensione e numero di denti coinvolti. Diamo preventivo trasparente. Non sempre coperto da fondi sanitari (controllare).
Disagio gestibile con paracetamolo o ibuprofene. Più fastidioso il sito donatore (palato) che non quello ricevente. 5-7 giorni.
Cibi morbidi e tiepidi le prime 7-10 giorni. Niente cibi duri, niente caffè/tè bollenti. Igiene molto delicata sulla zona, sciacqui con clorexidina.
Visita parodontale + valutazione recessioni + piano di trattamento. Diagnosi accurata, scelta della tecnica migliore.
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