Chirurgia mucogengivale: le gengive che si “ritirano”
Le recessioni gengivali (gengive che si “ritirano” lasciando esposta la radice) provocano sensibilità, problemi estetici, rischio di carie radicolare. La chirurgia mucogengivale ricopre le radici esposte con tecniche conservative: innesti di tessuto dal palato, lembi avanzati, membrane di ricomposizione.
- Innesti gengivali autologhi (palato → zona ricevente)
- Lembi a posizione coronale (con o senza innesto)
- Tecniche minimamente invasive con suture sottilissime
- Risultati estetici e funzionali duraturi
- Coordinamento con parodontologia per cause sistemiche

Per quali pazienti è indicato
Hai gengive “ritirate”
Dente che sembra “più lungo”, radice esposta visibile. Recessioni Miller I, II, III secondo la classificazione internazionale.
Hai sensibilità ai colletti
Sensibilità al freddo, al dolce, allo spazzolamento dovuta all’esposizione delle radici. Le radici non hanno smalto e sono sensibili.
Hai problemi estetici
Recessioni nei denti anteriori che alterano l’armonia del sorriso. Le radici scure si vedono al sorriso largo.
Hai pre-disposizione anatomica
Gengiva sottile (biotipo “thin”), frenuli alti che tirano la gengiva, malposizioni dentali. Indicazione preventiva.
Hai recessioni post-ortodontiche
Dopo movimenti ortodontici, talora la gengiva si “ritira”. La chirurgia mucogengivale recupera.
Innesto autologo: il “ricambio” che non si rigetta
Le tecniche di chirurgia mucogengivale moderne sono tutte basate su tessuto autologo (dal tuo stesso palato): garanzia di compatibilità totale e nessun rischio di rigetto.
Innesto connettivale: prelievo di tessuto connettivale dal palato + posizionamento sotto la gengiva nella zona della recessione. Tecnica gold standard per recessioni significative.
Lembo avanzato coronalmente: la gengiva esistente viene “spostata verso l’alto” per ricoprire la radice. Indicato per recessioni piccole con tessuto adeguato.
Tecnica del tunnel: minimamente invasiva, no incisioni “verticali” visibili. Estetica ottimale.
L’integrazione del PRF (vedi rigenerazione ossea e PRF) accelera la guarigione.

Le fasi del trattamento
Diagnosi parodontale
Sondaggio + foto cliniche standardizzate. Identificazione causa della recessione (anatomica, ortodontica, traumatica, paro). Classificazione Miller.
Eventuale terapia causale
Eliminazione cause prima dell’intervento (ad es. cambio tecnica spazzolamento, frenulectomia, terapia parodontale).
Chirurgia plastica
Anestesia locale, eventuale prelievo dal palato (se indicato), posizionamento dell’innesto, sutura sottile.
Guarigione + controlli
Guarigione 4-8 settimane. Controlli a 7-14 giorni per rimozione suture, poi 1 mese, 3 mesi, 6 mesi.
Tempi e risultati
Intervento: 60-90 minuti. Post-operatorio: 5-7 giorni di leggero gonfiore, suture rimosse a 7-14 giorni. Guarigione completa: 4-8 settimane. Risultato definitivo (stabilità tissutale): 3-6 mesi. Successo (ricoprimento radicolare 80-100%): 85-95% nei casi correttamente selezionati.
- Intervento: 60-90 min
- Post-op: 5-7 giorni leggero gonfiore
- Guarigione: 4-8 settimane
- Successo: 85-95% in casi adatti
Cosa NON facciamo
- Non eseguiamo chirurgia mucogengivale senza prima eliminare la causa: serve cambiare tecnica spazzolamento, eventuale frenulectomia, controllo parodontale.
- Non promettiamo ricoprimento radicolare al 100% in tutti i casi: dipende dal tipo di recessione (Miller I-II ottimale, III parziale, IV non recuperabile).
- Non utilizziamo materiali sintetici “miracolosi” non documentati: solo tecniche e materiali con evidenza scientifica.
- Non eseguiamo chirurgia su pazienti con parodontite attiva: prima la cura parodontale.
📚 Spieghiamo apertamente i limiti: la trasparenza è la prima forma di tutela del paziente. Per le nostre garanzie e tutele leggi la pagina dedicata.
Quello che chiedono i pazienti
Si vede una “cicatrice” sul palato?
Il prelievo dal palato cicatrizza in 3-4 settimane senza lasciare segni visibili. Resta una piccola depressione che si riequilibra.
Posso evitare la chirurgia se la recessione è piccola?
Spesso sì, con monitoraggio + miglioramento tecnica spazzolamento + eventuale frenulectomia. La chirurgia entra in gioco se la recessione progredisce o è già significativa.
La recessione può tornare?
Se persistono le cause originali (spazzolamento traumatico, parodontite non controllata, frenuli) sì. Per questo eliminiamo le cause prima della chirurgia.
Quanto costa?
Variabile per estensione e numero di denti coinvolti. Diamo preventivo trasparente.
Mi fa male dopo?
Disagio gestibile con paracetamolo o ibuprofene. Più fastidioso il sito donatore (palato) che non quello ricevente. 5-7 giorni.
Posso mangiare normalmente?
Cibi morbidi e tiepidi le prime 7-10 giorni. Niente cibi duri, niente caffè/tè bollenti. Igiene molto delicata sulla zona, sciacqui con clorexidina.
Hai recessioni gengivali?
Visita parodontale + valutazione recessioni + piano di trattamento. Diagnosi accurata, scelta della tecnica migliore.
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