Apnee notturne, russamento, dispositivi orali
Il russamento non è solo fastidioso per chi dorme accanto: spesso è sintomo di OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno), che riduce ossigenazione e qualità del sonno. L’odontoiatra può aiutare con dispositivi orali (MAD) in casi selezionati, in collaborazione con pneumologo e otorinolaringoiatra.
- Diagnosi multidisciplinare (pneumologo, otorino)
- Dispositivi MAD (Mandibular Advancement Device)
- Alternativa o complemento alla CPAP
- Indicato per OSAS lieve-moderata
- Coordinamento con polisonnografia

Per quali pazienti è indicato
Russi forte e regolarmente
Russare quasi tutte le notti, soprattutto in supino: indagine sul sonno consigliata.
Hai apnee documentate
Hai già fatto polisonnografia che ha rilevato apnee ostruttive: il dispositivo orale può aiutare in casi lievi-moderati.
Stanchezza diurna inspiegata
Sonnolenza durante il giorno, difficoltà di concentrazione, mal di testa al risveglio: possibile sonno frammentato per apnee.
Non tolleri la CPAP
CPAP (maschera con aria continua) prescritta ma intollerata. Il MAD può essere alternativa per OSAS lieve-moderate.
Hai ipertensione “resistente”
Pressione alta che non risponde bene ai farmaci: spesso correlata ad apnee notturne non diagnosticate.
Quando il dispositivo orale è la scelta giusta
La CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) resta il gold standard per OSAS moderate-gravi. È efficacissima ma alcune persone non la tollerano (rumorosa, scomoda).
Il MAD (Mandibular Advancement Device) è un dispositivo orale che porta delicatamente la mandibola in avanti durante il sonno: libera lo spazio orofaringeo e riduce/elimina le apnee.
Si valuta MAD se: OSAS lieve-moderata, BMI normale o lievemente alterato, paziente collaborativo, intolleranza alla CPAP, presenza di denti adeguati a sostenere il dispositivo.
La scelta richiede sempre polisonnografia preventiva e collaborazione con il medico del sonno (pneumologo o otorinolaringoiatra).

Le fasi del percorso
Polisonnografia
Eseguita dal pneumologo/otorino. Quantifica numero e gravità delle apnee notturne (indice AHI).
Visita odontoiatrica
Verifica di adeguatezza dei denti per sostenere il MAD. Esame ATM. Eventuali controindicazioni.
Costruzione dispositivo
Impronta digitale, costruzione MAD personalizzato in laboratorio (15-20 giorni).
Titolazione + verifica
Consegna del dispositivo, “titolazione” graduale dell’avanzamento mandibolare. Polisonnografia di controllo a 2-3 mesi.
Tempi e risultati attesi
Tempi totali del percorso: 2-3 mesi tra polisonnografia iniziale e dispositivo funzionante. Riduzione AHI attesa: 50-80% in OSAS lievi-moderate. Successo soggettivo (riduzione russamento, miglior sonno): 70-85% dei casi correttamente selezionati.
- Percorso totale: 2-3 mesi
- Riduzione AHI: 50-80% in casi adatti
- Polisonnografia di controllo: a 2-3 mesi
- Mantenimento: notturno per la vita
Cosa NON facciamo
- Non costruiamo MAD senza polisonnografia preventiva: senza, non c’è diagnosi né verifica del beneficio.
- Non promettiamo il MAD a chi ha OSAS grave: i casi gravi richiedono CPAP. Possiamo essere complementari, non sostitutivi.
- Non vendiamo “dispositivi anti-russamento” da farmacia: nessuna efficacia documentata.
- Non eseguiamo chirurgia per apnee: indirizziamo a otorino specialista in caso di necessità.
📚 Spieghiamo apertamente i limiti: la trasparenza è la prima forma di tutela del paziente. Per le nostre garanzie e tutele leggi la pagina dedicata.
Quello che chiedono i pazienti
Il MAD si paga dal SSN?
In alcune regioni, in casi specifici, c’è una copertura parziale tramite SSN se prescritto da specialista pneumologo per OSAS moderato-severo. La maggioranza dei casi resta privata.
È fastidioso da portare?
I primi giorni sì, poi ci si abitua. Salivazione aumentata le prime notti, fastidio mandibolare al risveglio. Si stabilizza in 1-2 settimane.
Posso parlare con il MAD?
Difficile, si toglie per parlare. Si usa solo durante il sonno.
Funziona per il russamento “semplice”?
Sì, in molti casi. Ma se c’è anche OSAS, va trattato anche quello: il russamento da solo è meno grave delle apnee.
C’è il rischio di “spostare i denti”?
Possibile lievissima inclinazione degli incisivi a lungo termine, in genere non significativa. Lo monitoriamo nei controlli annuali.
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