Tra i 6 e i 9 anni il bambino è in fase di permuta dentaria e la mascella è ancora in crescita. È la finestra ideale per guidare lo sviluppo osseo con apparecchi mobili o funzionali. Intervenire ora evita problemi più complessi in adolescenza.

Anteriore o posteriore: si interviene presto perché diventa molto difficile correggerlo dopo la pubertà.
Espansori rapidi del palato funzionano molto bene fino ai 9-10 anni, poi diventano più difficili.
Bambini che dormono con la bocca aperta o russano: a volte è ortodontico (palato stretto), a volte ORL.
Oltre i 4 anni il pollice causa malocclusione: apparecchi specifici aiutano a correggerla.
Valutazione clinica + foto del viso e del sorriso + impronte digitali con scanner intraorale.
Ortopantomografia + teleradiografia laterale del cranio. Analisi cefalometrica per programmare l’intervento.
Costruzione dell’apparecchio su misura. Consegnato in 2-3 settimane. Istruzioni d’uso al bambino e ai genitori.
Visite di monitoraggio ogni 4-6 settimane per attivare l’apparecchio e verificare i progressi.
Mediamente 6-18 mesi. Apparecchi semplici (es. mantenitori) possono richiedere meno; trattamenti complessi di ortodonzia funzionale possono arrivare a 24 mesi. Spesso si fa una pausa fino all’adolescenza, quando si valuta se serve una seconda fase con apparecchio fisso.
L’AAO (American Association of Orthodontists) e le società italiane raccomandano una prima visita ortodontica entro i 7 anni. Anche se non serve fare nulla, una valutazione precoce permette di pianificare.
No. Gli apparecchi mobili devono essere portati 14-18 ore al giorno per essere efficaci. Se non è possibile, ne parliamo per cambiare strategia.
Raramente. A 8 anni i denti permanenti non sono tutti erotti. Si preferiscono apparecchi mobili o funzionali. L’apparecchio fisso si fa di solito dai 11-12 anni in su.
I costi variano molto in base al tipo di apparecchio e alla durata. Diamo un preventivo scritto trasparente con tutto incluso (controlli, eventuali ribasamenti, contenzione).
È normale all’inizio. Spieghiamo direttamente al bambino il perché, in linguaggio adatto. Se la non collaborazione persiste, sospendiamo invece di “forzare”.
Visita ludica, niente strumenti invasivi alla prima visita. Genitore sempre presente.
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